Un Estate Ferro E Fuoco

scritto da Domenico De Ferraro
Scritto Ieri • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
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Autore del testo Domenico De Ferraro

Testo: Un Estate Ferro E Fuoco
di Domenico De Ferraro

UN ESTATE FERRO E FUOCO

Ci fu un estate  che Roma pareva ’na padella lasciata sul fuoco. Un caldo che te friggeva il cervello nella scatola cranica . Il sudore colava come un fiume lungo il corpo , sembrava  sciogliersi come fossi un gelato a limone.  Er Tevere puzzava de fango e benzina, l’asfalto de Via Cristoforo Colombo se scioglieva sotto le gomme e li condizionatori sputavano aria calda come draghi incazzati. Ma er problema vero nun era er caldo e neppure le zanzare.

Er problema erano le navi. Navi aliene da crociera. Grandi transatlantici  galattici , provenienti da lontani pianeti conquistati tramite la diplomazia intergalattica  tramite  l’uso del dialogo interreligioso  . Fu un estate  quella assai speciale , un estate bastarda , fatta di tanti microrganismi che entravano nel nostro alveo respiratorio ,nella nostra quotidianità rendendola incontrollabile  ,  microrganismi portati involontariamente  dalle navi di crociera extraterrestri.  Microbi  capaci di trasmettere malattie letali . Navi piene di strani esseri mai veduti prima.

La prima  nave apparve sopra er Mediterraneo a giugno. Era grossa quanto ’na città e aveva la forma d’un calamaro tutto cromato. Poi ne arrivarono altre: una sopra New York, una sopra Tokyo, tre sopra l’Africa, due ferme sull’Atlantico e una, piccoletta ma assai elegante, parcheggiata proprio sopra Ostia.

Da lì cominciarono a scende’ li turisti extraterrestri.

Migliaia? Macché. Milioni. Per i venditori ambulanti e venditori di gadget terrestri era una vera manna dal cielo. Gli affari per loro triplicarono , molti divennero ricchissimi nel giro di poche settimane . Alcuni di questi decisero poi di emigrare su quei pianeti , ma senza badare alle raccomandazioni di certi guide galattiche della pericolosità per i terrestri di risiedere in determinati  luoghi ove vivevano  esseri capaci di divorare in un solo boccone gli umani , carne molta ghiotta per  questi esseri mostruosi.

Tra i tanti turisti extraterrestri c’erano esseri viola co’ quattro occhi che facevano fotografie ar Colosseo, creature gelatinose che volevano annà ar mare a Rimini, bestioni alti tre metri che se mettevano in fila pe’ magnà la carbonara e altri, piccini come gatti, che compravano calamite der Papa e magliette co’ scritto  I ? Earth.

Aò, ma questi so’ turisti davvero? disse Gigi, tassista romano, solito sostare fuori la stazione Termini  guardando uno co’ sei braccia che cercava de aprì la portiera.

Pare de sì rispose la centrale radio. Attento però: se je fai er prezzo extra , quello te legge ner pensiero.

Ah. Allora je faccio quello onesto.

Fu così che l’umanità conobbe, pe’ la prima volta, da vicino l’alieno che voleva visità la Terra e quello terrestre che voleva fregallo.

Ma dopo pochi giorni dalla discesa in terra dei turisti extraterrestri in quell’estate cosi calda arrivò la paura. In India comparve ’na febbre sconosciuta. Assai contagiosa e pericolosa .

In Brasile un’intera provincia venne colpita da ’na malattia che faceva dormì le persone pe’ tre giorni de fila. In Europa se diffuse un virus che cambiava temporaneamente la voce: milioni de persone se ritrovarono a parlà con accenti diversi.

A Roma ci fu  un casino. Causa dell’interloquire con altre lingue . Cosi al mercato qualcuno chiedeva all’ortolano . Ma perché parli cinese ? chiedeva la gente. Nun lo so, porca miseria! rispondeva uno de Trastevere, con una perfetta inflessione eschimese . Non semo più romani

I governi lanciarono l’allarme tramite i mass media : Attenzione a tutta la popolazione terrestre  e stato  costato  circolano vari virus extraterrestri ? E    accertato una contaminazione biologica. E in atto una mascherata invasione turistica per decimare la popolazione terrestre e conquistare l’intero  pianeta terra da parte di alcuni speculatori e frange terroristiche aliene.

Le frontiere  galattiche vennero immediatamente chiuse . Le navi vennero circondate dagli eserciti. Le televisioni trasmettevano immagini de scienziati impazziti , generali preoccupati e politici che assicuravano d’ave’ tutto sotto controllo.

Che, come sempre, significava che nun c’avevano sotto controllo manco er distributore der caffè.

Molte  popolazioni locali cominciarono a morì. Prima in pochi, poi  in tanti . Infine in troppi finirono in enorme fosse comune, decontaminate.

L’estate che era cominciata co’ li selfie degli alieni davanti alla Torre Eiffel diventò ’na stagione de sirene, quarantene e funerali. E fu allora che  miracolosamente e improvvisamente apparve Ferro novello profeta terrestre. Nessuno sapeva  chi fosse per davvero ne da dove venisse.

Er primo video  con la sua immagine comparve contemporaneamente su ogni televisione, telefono, computer, schermo pubblicitario e, pare, pure su un frigorifero intelligente a Frosinone.

Lo schermo  in primis,  diventava  nero poi successivamente appariva lui.  In veste di   uomo di pace , vestito in bianco .Molti si chiedevano se fosse davvero umano ,solo perché  in molti  lo vedevano  così. Aveva capelli scuri, occhi grigi e un volto normale. Troppo normale. Indossava un vestito bianco semplice, quasi anonimo. Dietro de lui nun c’era niente. Solo buio.

Quando parlò per la prima volta , però, ogni essere umano sentì la sua voce direttamente dentro la testa.

E pure molti alieni.

«Non abbiate paura.»

Mezza Terra se fermò.

A Roma Gigi , er tassista, frenò in mezzo ar raccordo.

disse.  Chi è stato a bloccare l’auto mia ?

Ferro continuò.

«Non abbiate  paura di ciò che viene da fuori. Poiché dovete sapere da da sempre siete stranieri gli uni agli altri.» Le  sue parole si traducevano in ogni  lingua. Italiani, cinesi, americani, russi, africani, extraterrestri: tutti capivano. «I virus non sono una punizione. Sono il risultato del vostro incontro. Due mondi che si toccano devono imparare a respirare insieme.» Non dovete considerare nemici chi viene d’amico. Non abbiate paura delle differenze corporali, abbiate fede in voi stessi nella vostra capacità di comunicare  con tutti gli esseri dell’universo  , nella vostra innata ospitalità , nell' intelligenza di superare i momenti difficili che minano la vostra salute.

Er discorso durò sette ore. Sette ore durante le quali nessuno riuscì a cambià canale. Ferro , parlò der mare che stava a morì, dell’aria avvelenata, delle guerre combattute pe’ le risorse, delle ricchezze concentrate nelle mani de pochi. E poi disse ’na cosa che fece tremà governi, banche e chiese.

«Nessuna razza è superiore. Nessuna civiltà possiede il diritto di dominare le altre. Non sulla Terra. Non tra le stelle.»

In molti  a sentire quel discorso cosi umano piansero. In molti lo chiamarono Salvatore. Altri lo chiamarono impostore. Altri ancora cercarono de sfruttare l’occasione per vende’ su internet magliette co’ la sua faccia. Quella sì che era umanità, un evento ai limiti dell’apocalisse divenne in poco tempo un occasione per cambiare vita . Cosi mentre la Chiesa cattolica invitò alla calma. Er Santo Padre parlò da San Pietro.

Non ogni uomo che porta un messaggio è un profeta. E non ogni profeta deve essere temuto. Ascoltiamo, riflettiamo, preghiamo tutti insieme , lo spirito santo faccia luce sulla verità della fede e della rivelazione in atto.

Poi annunciò che avrebbe incontrato Ferro.

La notizia fece er giro der pianeta e pure de qualche sistema solare vicino.

L’incontro avvenne in Vaticano. Niente telecamere. Solo loro due. Il santo Padre e Il novello Profeta Ferro.

Pare che Ferro rimase seduto davanti ar Pontefice per undici ore.

Quando er Papa uscì, era pallido e stanco.

Un giornalista je urlò:

Santo Padre! È lui er nuovo Messia?

Er Papa rimase zitto.

Poi rispose:

Io ho incontrato un uomo che conosce cose che nessun uomo dovrebbe conoscere. Ma ho anche incontrato qualcuno che dubita di sé stesso.

E quindi?

Quindi ascoltatelo.

Tutto qui.

Ascoltatelo.

 

I musulmani invitarono alla riflessione.

Solo Dio conosce pienamente la natura dei suoi inviati.

Molti studiosi indù parlarono di un possibile ciclo cosmico di resurrezioni , de un maestro apparso  già in un’epoca de passaggio all’alba dei tempi della civiltà induista..

I buddhisti, invece, fecero più o meno quello che sapevano fa’ meglio. Sorrisero.

Un monaco, interrogato da una televisione giapponese, disse: Se Ferro porta compassione, ascoltiamo la compassione. Se porta odio, abbandoniamo l’odio e comprendiamo l’essere . Il resto sono solo nomi , definizioni di concetti astratti.

Nel frattempo, però, li turisti extraterrestri continuavano a fa’ le escursioni in vari luoghi mitici della terra . Er settore turistico, dopo er primo crollo, esplose causa le troppe prenotazioni .

A Venezia sbarcarono migliaia de creature acquatiche che volevano vedè come vivevano gli umani sull’acqua.

In Egitto una specie  assai simili ai gatti e sciacalli  de quattro pianeti diversi litigò pe’  stabile il primato di  chi aveva costruito per primo le piramidi.

A Roma molti  alieni  cristiani extraterrestri facevano la fila pe’ visità San Pietro.

Uno de loro, verde e pieno de tentacoli, chiese a una guida: Perché avete costruito questo edificio?

La guida sospirò. La domanda  è complicata .

Quanto complicata?

Va bene  se lo vuoi sapere e tanto complicata che  te conviene comprà er biglietto co’ l’audioguida.

 

Dopo er colloquio con il santo padre , Ferro tornò in televisione. Stavolta er mondo  l’ aspettava come s’aspetta un salvatore .

Le malattie continuavano, ma gli scienziati avevano scoperto che molti virus potevano essere controllati. Gli extraterrestri avevano condiviso cure e tecnologie, mentre i terrestri offrivano quello che loro chiamavano cure locali. Che voleva dì pizza, musica, cinema e la straordinaria capacità de litigà pe’ qualunque cosa.

Ferro parlò  di nuovo per dodici ore. Parlò dell’ecologia.

«La Terra non è vostra proprietà. Voi appartenete alla Terra quanto gli alberi, gli animali e gli oceani.»

Parlò dell’uguaglianza. «Il colore della pelle non vi ha resi diversi quanto la paura ha voluto farvi credere. E ora che incontrate esseri provenienti da altri mondi, avete finalmente scoperto quanto sia assurdo costruire muri dentro la stessa casa.»

Parlò delle civiltà extraterrestri.

«Non chiedete: sono come noi? Chiedete invece: possiamo imparare a vivere senza distruggerci?»

E poi parlò della libertà. Qualche frase detta di fretta  provocò un terremoto politico.

«Ogni corpo appartiene a chi lo abita. Nessun governo, nessuna religione, nessuna famiglia può trasformare l'amore in una  catena biologica  .»

Alcuni governi visto l’evoluzione  dei costumi cominciarono a liberalizza sempre de più le leggi sulla sessualità, sui diritti personali e sulle forme de unione.

Naturalmente scoppiò er caos. Manifestazioni. Contro manifestazioni. Dibattiti. Preti incazzati. Politici corrotti  sul piede di guerra . Ministri che improvvisamente dicevano d’esse’ sempre stati d’accordo. E commentatori televisivi che urlavano più forte de tutti.

Ma in mezzo a tutto questo, un’altra voce cominciò a crescere. Quella delle donne. E noi? chiese una ragazza durante una diretta mondiale. La sua faccia apparve su milioni de schermi.

Perché ogni volta che arriva un salvatore deve esse’ un uomo?

Ci fu un generale silenzio.

Ferro ascoltava.

La donna continuò: Se dobbiamo parlà co’ nuovi pianeti, se dobbiamo costruì rapporti tra specie diverse, se dobbiamo inventacce un futuro… perché nun possiamo avè pure noi una guida donna?

Nel giro de poche ore, milioni de persone aderirono alla domanda. Vogliamo una Messia. Una Profeta. Una voce femminile per l’umanità. A queste richieste di leader mondiale delle donne si fece avanti anche l’anziana  Giorgia Meloni.

Ferro tornò davanti alle telecamere.

Stavolta sorrise.

Avete ancora bisogno di messia?

Nessuno rispose.

Lui aspettò.

Poi una voce via web , da Roma, gridò: Magari c’e serve qualcuno o qualcuna , pure na via de mezzo , va bene lo stesso,  l’importante  che c’e metta tutti  d’accordo!

Risero in tanti. Perfino Ferro. Ma poi il suo volto diventò serio.

 Io non sono venuto per guidarvi.

E allora chi sei? chiese una giornalista.

Ferro guardò dritto nella telecamera.

Io riferisco un  messaggio  giuntomi dall’alto .

Da chi?

Ferro tacque.

Poi disse:

Dovete sapere  il primo contatto non è avvenuto con noi.

Il mondo si gelò.

Che vuol dì? domandò qualcuno.

Vuol dire che le navi da crociera non sono la prima civiltà extraterrestre arrivata sulla Terra.

Silenzio.

E chi è arrivato prima?  chiese la giornalista.

Ferro abbassò gli occhi.

Voi.

Le televisioni persero il segnale.

Sopra Roma, le nuvole cominciarono a girà al vento .

Una luce apparve oltre l’atmosfera.

Non era una nave da crociera.

Era qualcosa de enorme.

Qualcosa che aveva aspettato. Per secoli. Per millenni.

Sulla Terra, milioni de donne cominciarono a chiedere chi avrebbe parlato per loro. Chi avrebbe guidato il dialogo con gli altri pianeti.

Chi sarebbe stata la prima grande mediatrice tra l’umanità e l’universo.

E da una finestra, in un appartamento de Testaccio, una donna anziana guardò er cielo.

Aveva ottantadue anni. Era  pensionata.

Aveva passato la vita a insegnà astronomia era sta presidente del consiglio era poliglotta sapeva parlare tutte le lingue del creato . E da quando Ferro aveva parlato, ogni notte faceva lo stesso sogno. Sognava una voce. Una voce femminile.

Che veniva dalle stelle. Una voce colma d’amore e di pace , una voce materna , capace di guarire da ogni male fisico e spirituale . Una voce amica e amorevole, una voce di destra , che ti cullava e curava come fosse una vera madre .

L’anziana  donna con i suoi grandi occhi azzurri sorrise in televisione davanti a tutta l’umanità connessa quella sera d’estate . Poi disse:  Tra bene e male tra uomo e donna dobbiamo scegliere la nostra guida ,adesso tocca a noi decidere il nostro destino  . Cosi  sopra la Terra, in quell’’estate più calda della storia umana , le stelle parvero avvicinarsi e riscaldare l’animo di ogni essere vivente preparandoli all’avvento di una nuova era , di una nuova guida.

Un Estate Ferro E Fuoco testo di Domenico De Ferraro
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